domenica 24 aprile 2016
martedì 29 marzo 2016
Grignolino d'Asti - Ferraris
Oggi andiamo in Piemonte, terra di grandi vini (pensiamo solo a Barolo e Barbaresco..), e conosciamo un vitigno fino a qualche anno fa dimenticato, poco coltivato (solo l'1% della superficie vitata di tutta la regione) ma che, se bevuto giovane, sa accompagnarci in momenti piacevoli: stiamo parlando del Grignolino. Abbiamo assaggiato una bottiglia di questo Grignolino d'Asti prodotto dall'azienda Ferraris, situata a Castagnole Monferrato, località famosa per la produzione del Ruché (prodotto in maniera eccelsa anche da Ferraris – 60000 bottiglie/anno - e del quale ne parleremo in una prossima degustazione). L'azienda nacque nel lontano 1921 grazie ai nonni di Luca, attuale proprietario e mente di tutto quello che l'azienda è oggi: dopo tanti anni di vendite all'ingrosso e di vino in damigiane, di conferimento delle uve alla cantina sociale, nel 1999 Luca prende in mano la situazione e con un diploma in agraria e determinazione comincia a lavorare attivamente ed assiduamente per portare il nome della propria famiglia ai livelli più alti possibili, investendo in una nuova cantina e facendo conoscere il proprio prodotto in Italia e nel mondo. Dove si trovava la vecchia cantina, oggi troviamo un Museo all'interno del quale si possono trovare antichi strumenti utilizzati sia nei vigneti che in cantina ed uno spettacolare "infernot" scavato a mano nel tufo.
Ora però passiamo al Grignolino: prodotto con uve della vendemmia 2013 e con una gradazione di 12,5% vol., si presenta nel bicchiere di un limpido rosso rubino tenue con riflessi ramati (colorazione normale per vini non giovanissimi). Al naso percepiamo sottili note di ciliegie sotto spirito, mora nera e lontane punte di marsalato. In bocca è caldo ed abbastanza tannico; al primo sorso veniamo aggrediti da un amaro importante, di mandorla non tostata, ma ci accorgiamo anche della presenza di noce moscata, chiodi di garofano e frutta cotta. Vino di buon corpo e buona persistenza. La storia e la tipicità di questo vitigno ci confermano le caratteristiche che troviamo in questo Grignolino che avremmo forse dovuto bere prima per apprezzarne meglio le qualità. Cantina da visitare: oltre ad assaggiare tutti i prodotti in una bella sala degustazioni, rimarrete affascinati dal territorio, dalle colline e dal paesaggio vinicolo del Monferrato, Patrimonio dell'Umanità Unesco.
Tutti
i riferimenti dell’azienda li trovate qui: www.lucaferraris.it
venerdì 25 marzo 2016
Asolo Prosecco DOCG Superiore Brut - Dal Bello
Oggi ritorniamo in Veneto
ed assaggiamo nuovamente “bollicine”.La famiglia DAL BELLO,
nell’azienda agricola fondata negli anni 50, situata a Fonte (TV),
tra le colline Asolane, fonde tradizione e nuove tecnologie per la
produzione dei propri vini: nella gamma possiamo trovare i classici
vitigni veneti, le cui uve vengono selezionate per la produzione di
vini fermi e spumanti.Nel bicchiere abbiamo
versato un ASOLO PROSECCO DOCG SUPERIORE BRUT – ORO DELLA REGINA,
vino prodotto con uve Glera in purezza, brillante, di un giallo
impalpabile e con un buon numero di fini e persistenti bollicine che
invitano all’assaggio.Al naso, come la maggior
parte dei prosecchi, sfugge: l’intensità dei profumi erbacei e di
pesca bianca non è elevata.La bocca si riempie di
effervescenza acidità; un vino fresco e leggermente sapido.Si percepiscono note
agrumate, lime.Nel complesso resta un
buon prodotto che si adatta benissimo per un aperitivo o per
accompagnare primi piatti di mare; leggermente meno elegante e
complesso dei fratelli più famosi e blasonati di Valdobbiadene.
Tutti i riferimenti
dell’azienda li trovate qui: http://dalbellovini.it/
venerdì 11 marzo 2016
Franconia - Zorzettig
Oggi ci spostiamo in Friuli Venezia Giulia, nel cuore dei colli orientali, a Spessa di Cividale, per conoscere la famiglia e l’azienda Zorzettig che produce vino da almeno 30 anni: attività e passione coltivata dal padre e portata avanti in questi anni dai figli Annalisa ed Alessandro.Abbiamo assaggiato questo Franconia, IGT, prodotto con uve Franconia in purezza della vendemmia 2013: grappoli raccolti a mano da viti di 25 anni di età, cresciute su collinari terreni argillosi.Da questo vitigno dalle origini ancora incerte e non autoctono della zona (molto probabilmente è di origine austriaca), viene prodotto questo vino con una gradazione di 12,5% vol., che nel bicchiere si presenta rosso sanguigno, luminoso e cristallino, con una consistenza molto fluida. Dal bicchiere esce avvolgente ma non possente, fine ed elegante; intensi sentori vinosi e alcolici di frutta rossa sotto spirito, ciliegia prima e amarena poi.Al gusto si propone con una morbida e delicata dolcezza, per niente invadente, in compagnia di un gradevole e fresco tannino. Fini note di peperone giallo e noce moscata nel finale. Persistenza piacevole ed equilibrio ne fanno un vino di fine qualità. Un corpo buono ed uno stato evolutivo probabilmente al culmine.A me piace, inutile negarlo: è un rosso armonico, da bere anche a sorsate..
Tutti i riferimenti
dell’azienda li trovate qui: http://www.zorzettigvini.it
martedì 1 marzo 2016
Victor - Pinot rosé - Contarini
Come promesso rimaniamo in
Veneto, nella stessa azienda – Contarini - e cambiamo prodotto.Ci dispiace scrivere che
anche in questo caso le migliorie apportate al packaging non le
ritroviamo all’interno della bottiglia.
Oggi abbiamo assaggiato un
vino spumante Brut – PINOT ROSÉ – della serie VICTOR.Vinificato con uve di
Pinot Nero, nel bicchiere lo troviamo molto fluido, di un brillante
rosa tenue, quasi color pelle, e con una buona presenza di fini
bollicine.Al naso però è un
pochino carente, chiuso, e poco complesso: lievissime note vinose
fanno da cornice a sentori fruttati di fragola e uva spina.Al palato si pone secco e
sfuggente. Ha una schiuma fine e abbastanza persistente, una buona
freschezza/acidità ma nell’insieme è un vino poco armonico:
sovrasta tutto l’amaro, che troppo presente e persistente fa questo
brut poco equilibrato.A me non è piaciuto
molto: preferivo di gran lunga i vecchi imbottigliamenti più
strutturati.Spero riusciranno in
futuro a farmi innamorare nuovamente di loro..
Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://contarinivini.it
martedì 23 febbraio 2016
Cabernet Sauvignon - Contarini
Oggi
torniamo in Veneto ma cambiamo prodotto e azienda.
Nata
e cresciuta a Conegliano, culla della prima Scuola italiana di
Viticoltura ed Enologia (nata nel 1877) e sede della Facoltà
universitaria di Vitienologia, nel cuore
della terra del prosecco, parliamo dell’azienda Contarini, dove
tipicità del passato e moderne tecnologie fanno di questa azienda
una solida realtà del territorio.
Passata
da poco in mani straniere (capitale russo), ha offerto una nuova
livrea alle sue bottiglie, modernizzandone e rinfrescandone
l’aspetto (forse..): avendo però assaggiato diversi prodotti
(troverete le descrizioni prossimamente), con dispiacere abbiamo
notato che queste migliorie non sono state trovate anche nella
bottiglia, anzi..
Parliamo
di un CABERNET SAUVIGNON – VENEZIA – DOC dell’anno 2014 che si
presenta nel bicchiere di un limpido rosso rubino – violaceo - e di
consistenza molto fluida.
Al
naso si rivela poco intenso e poco complesso: a fatica riusciamo
comunque a percepire leggere note di mora, mirtillo e ciliegia sotto
spirito.
In
bocca, questo vino riesce a nascondere bene i suoi 12 gradi (12%
vol), presenta una media tannicità non fastidiosa e un corpo
abbastanza debole. Ritroviamo le sensazioni percepite all’olfatto:
poco intenso e poco persistente. Pepe bianco e note resinose nel
finale. Un vino asciutto.
Probabilmente
un vino non riuscito: credo che il business principale dell’azienda
sia altro: il prosecco.
Tutti
i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://contarinivini.it
Al
naso si rivela poco intenso e poco complesso: a fatica riusciamo
comunque a percepire leggere note di mora, mirtillo e ciliegia sotto
spirito.venerdì 19 febbraio 2016
Blanc de Morgex et de La Salle
Oggi ci spostiamo in Valle
d’Aosta per assaggiare un vino prodotto da vigneti piantati ad
altezze che raggiungono i 1200 metri di altitudine, i più alti
d’Europa, sorvegliati e protetti dalla maestosità del Monte
Bianco.
Prodotto dalla società
cooperativa CAVE MONT BLANC DE MORGEX ET LA SALLE, che attualmente
conta circa 80 soci che lavorano 18 ettari di terreno su terrazze, è
la naturale evoluzione dell’associazione dei viticoltori nata agli
inizi degli anni ‘70 per tutelare le tradizioni valdostane.
Prodotto con uve Priè
Blanc in purezza e franco di piede (non è mai stato attaccato dalla
fillossera per via dell’altitudine e delle condizioni climatiche
sfavorevoli all’insetto), questo vino si presenta nel nostro
bicchiere cristallino e di un tenue giallo verdolino e, alla
rotazione nel bicchiere, disegna duraturi archetti alcolici.
Possiamo dire che al naso
è abbastanza complesso anche se la sua intensità e il suo bouquet
erbaceo e minerale restano come chiusi in una bolla che non esplode
mai. Possiamo comunque intuire piacevoli erbe alpine ed una citricità
che ci invitano all’assaggio.
È un vino secco, con
alcolicità piacevole (11,5% vol.) e gradevole spigolosità. Corpo
ben presente, fresca acidità e morbido tannino sono qualità di
questo Priè Blanc fine, persistente e ben equilibrato. Chiare note
di bacche di ginepro e scorza di lime. Pepe di Sichuan e corteccia
sono sorprendenti note retro nasali.
Ottimo come aperitivo, si
presta molto bene anche ad accompagnare primi piatti non troppo
complessi e saporiti e piatti di pesce, anche affumicato.
Tutti i riferimenti
dell’azienda li trovate qui: http://cavemontblanc.com/
Vi segnalo che è stato da
poco cambiato il design dell’etichetta..
È un vino secco, con
alcolicità piacevole (11,5% vol.) e gradevole spigolosità. Corpo
ben presente, fresca acidità e morbido tannino sono qualità di
questo Priè Blanc fine, persistente e ben equilibrato. Chiare note
di bacche di ginepro e scorza di lime. Pepe di Sichuan e corteccia
sono sorprendenti note retro nasali.
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