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sabato 14 maggio 2016

Arneis - Cristina Ascheri


Oggi andiamo in Piemonte, a Bra, famosissima località in provincia di Cuneo nella quale non troviamo solo i vini della cantina che andremo a conoscere tra poco ma anche la sede dell’associazione “Arcigola”, nata nel 1986, che tutti oggi conosciamo con il nome di Slow food.
La cantina di oggi, della quale si hanno notizie sin dal XIX secolo, arriva ai nostri giorni ponendosi sempre come obiettivo il benessere della vite e la difesa del territorio: la cantina deve essere un luogo dove tutelare, custodire e tramandare quello che la vite produce senza stravolgimenti. La decisione di lasciare al minimo indispensabile l’uso di tecnologie, legno e additivi è la garanzia di trovare nel bicchiere un prodotto che rispecchia in modo chiaro le caratteristiche del vitigno e del territorio.Stiamo parlando dell'azienda Ascheri, cantina pioniera che nella metà dell’800 per prima utilizzò il filo di ferro nei sistemi di palizzatura dei vigneti, produce nei suoi vigneti situati a La morra, Verduno, Serralunga d’Alba e Bra una vasta gamma di etichette tra le quali troviamo Barolo, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba. Vengono prodotti anche Gavi, Moscato d’Asti e il vino che abbiamo assaggiato noi: Arneis Langhe DOC 2013.

Quando lo versiamo nel bicchiere si presenta di un limpido giallo paglierino tenue con brillanti riflessi verdini. Al naso percepiamo un vino fine e complesso: alle note di pesca e melone bianco non particolarmente intense troviamo note di cardamomo e una leggera mineralità. Lo assaggiamo e veniamo subito accolti da una buona freschezza e acidità: prodotto con almeno l'85% di uva Arneis ed il restante 15% da altri vitigni a bacca bianca non aromatici della regione Piemonte (come indicato nel disciplinare), quasi non diremmo che questo vino ha una gradazione alcolica di 13% vol. Ritroviamo le note minerali e le sensazioni fruttate che abbiamo sentito poco prima con l'olfatto (un pochino più scariche però).Ci saremmo aspettati un prodotto più complesso ma resta comunque una bottiglia che vi consigliamo di assaggiare.

Condividiamo le indicazioni in etichetta per quanto riguarda gli abbinamenti: ad una temperatura di circa 10°C noi lo abbiamo accompagnato ad un filetto di pesce spada alla piastra.

Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: www.ascherivini.it

sabato 7 maggio 2016

S.C. 1931 Metodo Classico - Bellenda


Oggi torniamo in Veneto, in provincia di Treviso, precisamente a Carpesica, per conoscere Bellenda, un'azienda che mette come priorità la natura, la pianta, la vite: un'azienda nella quale gli uomini si immedesimano nella vigna perché fare il vino, come dicono loro, è un complesso insieme di scienza e arte, di fortuna e semplice lavoro duro.È credenza ormai consolidata che la vite allarghi i propri rami per cercare gli uomini che se ne prenderanno poi cura: una simbiosi che porta questi stessi uomini a produrre vini di alta qualità.

Dell'azienda abbiamo avuto la fortuna di assaggiare S.C. 1931 - Metodo Classico, un Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore Pas Dosé: il nome originale in etichetta è dato dal nome del fondatore di Bellenda, Sergio Cosmo, e dal suo anno di nascita.
Vino prodotto con uve Glera in purezza della vendemmia 2011 e con una gradazione di     11,5 % vol., si presenta cristallino nel bicchiere, di un bel color giallo grano dorato, con una buona e persistente effervescenza, con bollicine fini e numerose.
Al naso si propone molte intenso e caparbio, complesso: classici sentori di un metodo classico come lievito, crosta di pane e brioche lasciano spazio a sorprendenti note di bacca di ginepro e salvia.
Le numerose bollicine esplodono piacevolmente in bocca senza però quella fastidiosa sensazione di gonfiare le guance: torna la fragranza del pane accompagnata da fresche note iniziali di mela verde che si trasformano nel finale in mandorla naturale, non amara.
Non lascia certamente la bocca asciutta perché è un vino con una buona acidità e che fa salivare.
Un metodo classico equilibrato, morbido, armonico, che presenta una buona tannicità.
In conclusione andiamo un pochino contro i suggerimenti dell'azienda in fatto di abbinamenti: per noi sarebbe quasi “sprecato” come aperitivo perché meriterebbe, servito in un ampio calice, una luce propria su una tavola di caviale. 

Da provare assolutamente.  

Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://www.bellenda.it/it/home/viticoltori/index.asp


domenica 24 aprile 2016

Pfefferer Moscato Giallo - Colterenzio


Oggi ci spostiamo in Trentino Alto Adige, a Colterenzio, paesino poco distante da Bolzano, per conoscere una realtà “sociale”, Cantina Colterenzio, nata nel 1960 dalla volontà di 28 vignaioli, diventati oggi 300 soci viticoltori che conferiscono le proprie uve da 300 ettari di vigneto.La cantina da anni si impegna nella sostenibilità ambientale e nella salvaguardia dell’ambiente: oltre il 50% dell’energia necessaria per il funzionamento dell’intera struttura della cantina è prodotta tramite pannelli solari e sistemi di recupero del calore. L’impegno ambientale non ha certo fatto venir meno quello messo nella produzione: la nuova cantina è stata dotata di innovativi sistemi di conferimento delle uve e di pressatura (utilizzo di azoto per la protezione dell’uva e del mosto dall’ossidazione). Ogni viticoltore si è fissato come priorità assoluta una meticolosa cura delle propria vigna, lasciando al ritmo della natura la determinazione dei tempi delle lavorazioni, utilizzando concimi organici derivanti dalle potature e dall’inerbimento naturale (+ humus nel terreno = + acqua trattenuta = + riserva d’acqua) e una serie di criteri qualitativi sempre volti alla salvaguardia dell’ecosistema.Ma arriviamo finalmente al vino che abbiamo assaggiato: un Moscato Giallo PFEFFERER, denominazione IGP Vigneti delle Dolomiti, vitigno considerato uno dei più antichi in assoluto. 


Prodotto con uve raccolte manualmente – come tutte quelle conferite alla cantina – durante la vendemmia 2014, questo vino con una gradazione di 12% vol. si presenta nel nostro bicchiere di un brillante e luminoso verdolino. 
Al naso ci avvolge con un bouquet fine, intenso e complesso, elegante: leggere note di fieno, chiari fiori di prato, sambuco.. un piacere trattenere il naso nel bicchiere.In bocca è ancora una sorpresa: fresco ed equilibrato, con un corpo buono ed un giusto grado alcolico, ci fa percepire note di cardo selvatico e finocchietto. Vino sapido e persistente, con una piacevole acidità che fa salivare e incentiva ad un altro sorso. Note speziate – noce moscata – nel finale. 
Vino che va bevuto giovane, complesso e promosso; secondo noi non facile da abbinare: probabilmente un pesce grasso farebbe al caso suo.

Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://www.colterenzio.it


martedì 29 marzo 2016

Grignolino d'Asti - Ferraris

Oggi andiamo in Piemonte, terra di grandi vini (pensiamo solo a Barolo e Barbaresco..), e conosciamo un vitigno fino a qualche anno fa dimenticato, poco coltivato (solo l'1% della superficie vitata di tutta la regione) ma che, se bevuto giovane, sa accompagnarci in momenti piacevoli: stiamo parlando del Grignolino. Abbiamo assaggiato una bottiglia di questo Grignolino d'Asti prodotto dall'azienda Ferraris, situata a Castagnole Monferrato, località famosa per la produzione del Ruché (prodotto in maniera eccelsa anche da Ferraris – 60000 bottiglie/anno - e del quale ne parleremo in una prossima degustazione). L'azienda nacque nel lontano 1921 grazie ai nonni di Luca, attuale proprietario e mente di tutto quello che l'azienda è oggi: dopo tanti anni di vendite all'ingrosso e di vino in damigiane, di conferimento delle uve alla cantina sociale, nel 1999 Luca prende in mano la situazione e con un diploma in agraria e determinazione comincia a lavorare attivamente ed assiduamente per portare il nome della propria famiglia ai livelli più alti possibili, investendo in una nuova cantina e facendo conoscere il proprio prodotto in Italia e nel mondo. Dove si trovava la vecchia cantina, oggi troviamo un Museo all'interno del quale si possono trovare antichi strumenti utilizzati sia nei vigneti che in cantina ed uno spettacolare "infernot" scavato a mano nel tufo.

Ora però passiamo al Grignolino: prodotto con uve della vendemmia 2013 e con una gradazione di 12,5% vol., si presenta nel bicchiere di un limpido rosso rubino tenue con riflessi ramati (colorazione normale per vini non giovanissimi). Al naso percepiamo sottili note di ciliegie sotto spirito, mora nera e lontane punte di marsalato. In bocca è caldo ed abbastanza tannico; al primo sorso veniamo aggrediti da un amaro importante, di mandorla non tostata, ma ci accorgiamo anche della presenza di noce moscata, chiodi di garofano e frutta cotta. Vino di buon corpo e buona persistenza. La storia e la tipicità di questo vitigno ci confermano le caratteristiche che troviamo in questo Grignolino che avremmo forse dovuto bere prima per apprezzarne meglio le qualità.
Cantina da visitare: oltre ad assaggiare tutti i prodotti in una bella sala degustazioni, rimarrete affascinati dal territorio, dalle colline e dal paesaggio vinicolo del Monferrato, Patrimonio dell'Umanità Unesco.


Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: www.lucaferraris.it 

venerdì 25 marzo 2016

Asolo Prosecco DOCG Superiore Brut - Dal Bello


Oggi ritorniamo in Veneto ed assaggiamo nuovamente “bollicine”.La famiglia DAL BELLO, nell’azienda agricola fondata negli anni 50, situata a Fonte (TV), tra le colline Asolane, fonde tradizione e nuove tecnologie per la produzione dei propri vini: nella gamma possiamo trovare i classici vitigni veneti, le cui uve vengono selezionate per la produzione di vini fermi e spumanti.Nel bicchiere abbiamo versato un ASOLO PROSECCO DOCG SUPERIORE BRUT – ORO DELLA REGINA, vino prodotto con uve Glera in purezza, brillante, di un giallo impalpabile e con un buon numero di fini e persistenti bollicine che invitano all’assaggio.Al naso, come la maggior parte dei prosecchi, sfugge: l’intensità dei profumi erbacei e di pesca bianca non è elevata.La bocca si riempie di effervescenza acidità; un vino fresco e leggermente sapido.Si percepiscono note agrumate, lime.Nel complesso resta un buon prodotto che si adatta benissimo per un aperitivo o per accompagnare primi piatti di mare; leggermente meno elegante e complesso dei fratelli più famosi e blasonati di Valdobbiadene.
Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://dalbellovini.it/

venerdì 11 marzo 2016

Franconia - Zorzettig


Oggi ci spostiamo in Friuli Venezia Giulia, nel cuore dei colli orientali, a Spessa di Cividale, per conoscere la famiglia e l’azienda Zorzettig che produce vino da almeno 30 anni: attività e passione coltivata dal padre e portata avanti in questi anni dai figli Annalisa ed Alessandro.Abbiamo assaggiato questo Franconia, IGT, prodotto con uve Franconia in purezza della vendemmia 2013: grappoli raccolti a mano da viti di 25 anni di età, cresciute su collinari terreni argillosi.Da questo vitigno dalle origini ancora incerte e non autoctono della zona (molto probabilmente è di origine austriaca), viene prodotto questo vino con una gradazione di 12,5% vol., che nel bicchiere si presenta rosso sanguigno, luminoso e cristallino, con una consistenza molto fluida.
Dal bicchiere esce avvolgente ma non possente, fine ed elegante; intensi sentori vinosi e alcolici di frutta rossa sotto spirito, ciliegia prima e amarena poi.Al gusto si propone con una morbida e delicata dolcezza, per niente invadente, in compagnia di un gradevole e fresco tannino. Fini note di peperone giallo e noce moscata nel finale. Persistenza piacevole ed equilibrio ne fanno un vino di fine qualità. Un corpo buono ed uno stato evolutivo probabilmente al culmine.A me piace, inutile negarlo: è un rosso armonico, da bere anche a sorsate..


Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://www.zorzettigvini.it

martedì 1 marzo 2016

Victor - Pinot rosé - Contarini


Come promesso rimaniamo in Veneto, nella stessa azienda – Contarini - e cambiamo prodotto.Ci dispiace scrivere che anche in questo caso le migliorie apportate al packaging non le ritroviamo all’interno della bottiglia.
Oggi abbiamo assaggiato un vino spumante Brut – PINOT ROSÉ – della serie VICTOR.Vinificato con uve di Pinot Nero, nel bicchiere lo troviamo molto fluido, di un brillante rosa tenue, quasi color pelle, e con una buona presenza di fini bollicine.Al naso però è un pochino carente, chiuso, e poco complesso: lievissime note vinose fanno da cornice a sentori fruttati di fragola e uva spina.Al palato si pone secco e sfuggente. Ha una schiuma fine e abbastanza persistente, una buona freschezza/acidità ma nell’insieme è un vino poco armonico: sovrasta tutto l’amaro, che troppo presente e persistente fa questo brut poco equilibrato.A me non è piaciuto molto: preferivo di gran lunga i vecchi imbottigliamenti più strutturati.Spero riusciranno in futuro a farmi innamorare nuovamente di loro..

Tutti i riferimenti dell’azienda li trovate qui: http://contarinivini.it